Peso
Cara Lidia,
abbiamo ventidue anni ma è la prima volta che ti scrivo. Soprattutto, è la prima volta che mi rivolgo a te con parole più buone. Voglio dirti che so cosa stai passando. So che è un momento difficile, che sei stanca, non riesci più a lottare, non sai cosa succederà. A dire il vero non sai nemmeno più cosa vuoi fare e cosa sei capace di fare. So che sei pessimista sulle tue possibilità di miglioramento. So che ti sembra che la gente non ti veda e non ti senta più. Tanto non sei pelle e ossa, vero? E vorresti dimagrire tanto, spaventare le persone. Che si spaventino. Almeno si interesserebbero a te. So che ogni boccone è un incubo. Ma non è solo ogni boccone, vero? È una voce che ti urla contro ventiquattr’ore su ventiquattro. Fai schifo, non sei abbastanza, nessuno ti vuole bene, perdi peso, che c’è? Hai mangiato un po’ di verdura per primo e ora vuoi una maggior quantità di secondo? Ma sei scema? Che problemi hai? Sei un fallimento! Guardati, maiale! Sei in crescita esponenziale. Non entrerai più neanche in casa tua. Guarda, mentre mangi già i vestiti si stanno stringendo. Posso già vedere tutto il peso che stai ancora prendendo. Ma quando ti fermerai? Vale la pena di lottare? Te l’avevo detto, che il percorso non era la scelta giusta. E così via. Ma ora ti dico io una cosa. Certo, non hai ottenuto un peso nella vita, nella tua vita, e siamo d’accordo. Ma guarda quelle foto con cui hai disperatamente tappezzato la tua camera. Te li ricordi, quei momenti? Ti ricordi di quando sei andata a Londra? Guarda quella foto di te a Madame Tussauds davanti ad una riproduzione in cera di una guardia di Buckingham Palace. Guarda come sorridi, che sorriso vero. E te che spingi il tuo carrello contro la parete del binario nove e tre quarti agli Harry Potter Studios? Guarda che gioia! Guardati con Mari, Luigi, Ottavio. Vuoi davvero rinunciare a questi sorrisi spontanei, a queste risate vere, a questi momenti felici? Vuoi non viaggiare più o viaggiare ma non goderti nulla perché tutto ciò cui pensi è cosa mangerai e come controllarlo? E il futuro? I tuoi sogni? I tuoi obiettivi? Che ne è stato del tuo sogno di diventare scrittrice? Sei sicura che essere pelle e ossa sia tutto quello che vuoi dalla vita, il tuo unico obiettivo? Sei sicura che non ti pentiresti di aver scelto questa strada? Cosa vuoi vedere in punto di morte, quando che sia? Vuoi guardare indietro e vedere una vita piena, con gioie, dolori, alti, bassi, medi, comunque una vita degna di essere vissuta, o preferisci vedere una vita passata esclusivamente a controllare il tuo corpo, il cibo, lo studio, gli schemi? Non sarebbe una vita sprecata, mai vissuta, come un libro dimenticato che prende polvere in una libreria, nascosto, seppellito dietro file di altri libri? Ecco, il libro. Lo vogliamo scrivere, questo libro? Quella voce non vuole il tuo bene.
Tua
Lidia