Caro 2025,
sei iniziato in un periodo in cui mi sentivo mentalmente più positiva di quanto non mi fossi sentita in anni. Sei finito in un periodo in cui resto a galla, con qualche sforzo, e ogni tanto faccio un paio di bracciate. E quante cose sono successe durante te! Alcune, come le passeggiate di decompressione, momenti per me e soprattutto i viaggi che ho affrontato da sola, che non avrei mai neanche pensato di essere in grado di fare e che non solo ho fatto, ma ho anche gradito! Altre meravigliose. Il viaggio in Bretagna e a Praga, ad esempio. Altre ancora orribili. Alcune da dimenticare, altre da trattare come lezioni. E non per “fare di meglio la prossima volta”, con quell’asticella che si alza sempre di più. Per trovare un equilibrio. Un equilibrio dinamico, che può essere perso, tornare, essere minacciato, rafforzarsi. Ma alla fine c’è. Quell’equilibrio che può garantirti di attraversare i momenti peggiori e di star male, certo, di soffrire, ma senza farti del male. Volevo stare alla perfezione. Lasciarmi tutte le difficoltà perfettamente alle spalle, sepolte. Trionfare in cima alla montagna di quelle difficoltà. E non consideravo nulla di tutto questo negoziabile. Pensavo che se questo non fosse successo non sarebbe valsa la pena di lottare per me stessa. Ho capito che mi sbagliavo. Ho capito che potrò camminare, correre, cadere, rialzarmi e andrà bene. Ho capito che devo volermi bene per come sono e non per come devo essere. E. In sono neanche minimamente vicina a farlo. Ce la farò? Spero proprio di sì. Grazie per essere stato con me, 2025. Ciao.
Tua,
Lidia